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FORMULA N. 5

COMMISSIONE TRIBUTARIA PROVINCIALE DI CATANIA
RICORSO AVVERSO DI RETTIFICA
AI SENSI DELL’ART. 54 - DPR. N. 633/72
EMESSO DA
AGENZIA DELLE ENTRATE DI CATANIA
N. 00000 - ANNO D’IMPOSTA 1997

Ill.mo Signor Presidente e Signori Giudici

Il Sig. M. N., nato a Catania il 10 febbaraio 1960, ed ivi residente in Via Filco n. 1, codice fiscale: _____________, già socio della “XY S.r.l.” oggi “XY Snc”, codice fiscale e partita IVA: 00000000, elettivamente domiciliato in Catania, Piazza M. A. n. 1, 95128, presso lo Studio dell’Avv. D. T. il quale lo rappresenta e difende, giusta procura rilasciata a margine al presente atto.

P R E M E S S O

• Che in data 6.12.2002, è stato notificato al ricorrente, quale socio della “XY S.r.l.” oggi “XY snc”, “Avviso di Rettifica n. 000000 - Anno d’Imposta 1997, con il quale l’Agenzia delle Entrate - Ufficio I.V.A di Catania ha recuperato a tassazione, ai sensi del 7° comma dell’art. 21 del D.P.R. n. 633/72, l’IVA di £. 7.000.000 (euro3.615,00) su un imponibile di £. 35.000.000, dovuta in relazione alla fattura n. 16 del 12.12.1997 emessa nei confronti della “BBB S.r.l.”, ed ha, altresì, irrogato sanzioni pecuniarie per complessive lire 8.750.000 (euro 4.519,00), atto oggetto della presente impugnazione. (Cfr. all. n. 1)

TUTTO CIO’ PREMESSO

Il Sig. PP., nella qualità spiegata, e come rappresentato, domiciliato e difeso,

R I C O R R E

avverso l’avviso di rettifica n. 0000000 - Anno d'Imposta 1997, emesso dalla Agenzia delle Entrate - Ufficio IVA di Catania, per i seguenti motivi.
Questa difesa ritiene opportuno far precedere la narrazione storica e cronologica dei fatti rispetto all'esposizione delle questioni di diritto, al fine di una migliore visione d'insieme del ricorso stesso.

IN FATTO

In data 6.12.2002, è stato notificato al ricorrente, quale socio della “XY S.n.c.” oggi “XY Srl”, l’avviso di rettifica n. 000000, con il quale l’Agenzia delle Entrate - Ufficio I.V.A di Catania ha recuperato a tassazione, ai sensi del 7° comma dell’art. 21 del D.P.R. n. 633/72, l’IVA di £. 7.000.000 (euro3.615,00) su un imponibile di £. 35.000.000, dovuta in relazione alla fattura n. 16 del 12.12.1997 emessa nei confronti della “BBB S.r.l.”, ed ha, altresì, irrogato sanzioni pecuniarie per complessive lire 8.750.000 (euro 4.519,00).
In particolare l’Agenzia delle Entrate, dopo una narrazione fantasiosa dei fatti, con l’impugnato avviso di rettifica, recupera a tassazione l’IVA di £. 7.000.000 (euro 3.615,20) su un imponibile di £. 35.000.000, dovuta in relazione alla fattura n. 16 del 12.12.1997 emessa nei confronti della “BBB S.r.l.”, in quanto, a seguito di invito a comparire, il ricorrente non è stato in grado di produrre “il registro delle fatture emesse, il registro acquisti con le relative liquidazioni onde asseverare che in ossequio al disposto dell’art. 21, 7° co., D.P.R. n. 633/72, essendo l’imposta sulle fatture per operazioni inesistenti dovuta per l’intero ammontare, la stessa fosse stata versata nelle casse dell’Erario”. (Cfr. Avviso di Rettifica - all. sub. n. 1)

Questi i fatti.

IN DIRITTO

1. In via principale si rileva la nullità dell’impugnato avviso di rettifica per difetto di legittimazione passiva del ricorrente e/o per inesistenza giuridica della notifica.
Invero, non si comprendono le ragioni per cui l’impugnato avviso di rettifica sia stato notificato all’odierno ricorrente presso il proprio domicilio, avendo lo stesso, per come si legge a pag. 7 dell’impugnato avviso di rettifica, cessato la qualità di socio della società “XY” a seguito dell’intera cessione delle quote di partecipazione alla predetta società, giusta Atto Pubblico del 10.10.1999 - reg. al n. 111. Ne discende, pertanto, che l’odierno esponente, non è “Soggettivamente ed Oggettivamente” tenuto ad adempiere nei confronti della Amministrazione Finanziaria ai presunti debiti tributari della società “XY”.
Peraltro, l’art. 60 del D.P.R. n. 600/73, applicabile anche in materia di IVA per espresso richiamo contenuto nell’art. 56 del D.P.R. n. 633/72, recita:« … le notificazioni degli avvisi e degli altri atti che per legge devono essere notificati è eseguita secondo le modalità stabilite dagli art. 137 e seguenti del codice di procedura civile. …».
Orbene, per le società ed enti l’art. 145 c.p.c. dispone che le notifiche a società ed enti si eseguono nella loro sede mediante consegna di copia dell’atto al rappresentante o alla persona incaricata di ricevere le notificazioni o, in mancanza, ad altra persona addetta alle sede stessa”.
Da quanto precede si traduce che l’impugnato avviso di rettifica, notificato non solo allo scrivente, si ripete, “soggetto del tutto estraneo alla società per coma sopra esposto”, ma anche in luogo diverso della sede della società, deve essere annullato non solo per difetto di legittimazione passiva dello stesso ma anche per inesistenza giuridica della notifica.
Ciò anche perché, per espressa previsione di legge (Art. 145, comma 1 - c.p.c.), la notificazione deve essere eseguita presso la sede dell’ente mediante consegna di copia dell’atto al rappresentante o alla persona incaricata di ricevere le notificazioni o, in mancanza, ad altra persona addetta alla sede medesima. Ed ancora, il “Rappresentante Organico” (cioè il Legale Rappresentante pro - tempore) non riveste la qualità di destinatario della notificazione, posto che il procedimento non si rivela orientato nei suoi confronti, ma in quelli dell’ente che rappresenta.
Quest’ultima precisazione mira a portare all’attenzione del Collegio giudicante che nella fattispecie che ci occupa, l’odierno esponente non è mai stato Legale Rappresentante della società “XY” ma semplicemente socio sino al 21 dicembre 1999, ragione per cui non si versa nemmeno nella ipotesi di notificazione, comunque irrituale, al “Rappresentante Organico”, proprio per difetto di legittimazione passiva.
Né valore alcuno può certamente avere a tale fine l’obbligo assunto dal ricorrente in sede di cessione di quote di estinguere ogni debito contratto alla data del 21.12.1999. Invero, il predetto obbligo, che riguarda esclusivamente i rapporti interni tra cedente e cessionario, giammai può in qualche modo legittimare l’attuale ricorrente a ricevere nel proprio domicilio la notifica di atti di una società della quale lo stesso non socio, dal 1999.
Per mera completezza di difesa si evidenzia che, in ogni caso, la nullità assoluta dell’impugnato avviso di rettifica per inesistenza giuridica della notifica non può ritenersi sanata, ai sensi dell’art. 156 c.p.c., dalla proposizione del presente ricorso, per due ordini di motivi:
a. in quanto, le nullità assolute si caratterizzano non solo per la possibilità di essere dichiarate d’ufficio, ma anche per essere, di regola, rilevabili in ogni stato e grado del procedimento e per essere altresì insanabili nell’ambito e nel corso del procedimento, ragione per cui “anche la nullità assoluta è sottoposta alla regola in forza della quale i motivi di nullità si convertono in motivi di impugnazione”;
b. in quanto, l’atto di accertamento, per come chiaramente affermato dalla Suprema Corte di Cassazione, è un atto amministrativo e non un atto processuale sanabile ai sensi della citata disposizione. (Cfr. Corte di Cassazione - Sez. Tributaria, sentenza n. 5924 del 21.4.2001 - all. sub 2).
2. In subordine e senza recesso alcuno dalla nullità superiormente eccepita, si rileva l’illegittimità e/o l’infondatezza dell’impugnato avviso di accertamento.
Per come esposto in fatto, con l’impugnato avviso di rettifica l’Agenzia delle Entrate - Ufficio di Catania ha recuperato a tassazione, ai sensi del 7° comma dell’art. 21 del D.P.R. 633/72, l’IVA di £. 7.000.000 (euro3.615,00) su un imponibile di £. 35.000.000, dovuta in relazione alla fattura n. 16 del 12.12.1997 emessa nei confronti della “BBB S.r.l.”, ed ha, altresì, irrogato sanzioni pecuniarie per complessive lire 8.750.000 (euro4.519,00).
In particolare l’Agenzia delle Entrate recupera a tassazione l’IVA di £. 7.000.000, in quanto, a seguito di invito a comparire, il ricorrente non è stato in grado di produrre “il registro delle fatture emesse, il registro acquisti con le relative liquidazioni onde asseverare che in ossequio al disposto dell’art. 21, 7° co., D.P.R. n. 633/72, essendo l’imposta sulle fatture per operazioni inesistenti dovuta per l’intero ammontare, la stessa fosse stata versata nelle casse dell’Erario”. (Cfr. Avviso di Rettifica - all. sub. n. 1)
Orbene, in questa sede si evidenzia che l’operato dell’Ufficio deve ritenersi del tutto illegittimo e privo di fondamento alcuno per molteplici motivi.
In primo luogo, infatti, l’Ufficio avrebbe dovuto richiedere i predetti registri non all’odierno ricorrente, ma bensì al Sig. SS, avendo quest’ultimo acquistato, giusta atto del 20.10.1999 reg. al n. 111, l’intera quota di partecipazione alla “XY S.n.c.”, circostanza questa ben nota all’Ufficio Impositore. (Cfr. avviso di rettifica, pag. 7 - all. sub. 1).
Peraltro il ricorrente, pur ottemperando all’invito dell’Ufficio anche se non obbligato, non è stato in grado di produrre tempestivamente i richiesti registri contabili avendoli consegnati al SS. al momento della cessione della società (20.10.1999).
In ogni caso per mera completezza di difesa si rileva che la predetta fattura è stata correttamente contabilizzata e la relativa IVA considerata in sede di liquidazione dell’imposta dovuta, per come si evince dal registro delle fatture emesse, che si allega in stralcio. (Cfr. Stralcio del Registro delle Fatture Emesse - all. sub. 3)
3. Stante l’assoluta nullità, illegittimità e/o infondatezza dell’impugnato avviso di accertamento, consegue che nessuna sanzione poteva essere in fattispecie irrogata.

PER TUTTI I SUPERIORI MOTIVI

Il Sig. CC, nella qualità spiegata, e come rappresentato, domiciliato e difeso,

C H I E D E

all’Ill.mo Sig. Presidente, e a Codesta On.le Commissione Tributaria Provinciale di Catania adita, ciascuno per quanto di propria competenza, previa sospensione dell’esecuzione dell’atto impugnato, ai sensi dell’art. 47 - D. Lgs. 31 dicembre 1992 - n. 546, in forza dell'ingiusto oltrechè grave e irreparabile danno che provocherebbe la procedura esecutiva (periculum in mora) ed in accoglimento delle argomentazioni in punto di diritto di cui in narrativa (fumus boni iuris), voglia compiacersi dichiarare:

• In via preliminare la nullità dell’impugnato avviso di accertamento per difetto di legittimazione passiva del ricorrente e/o per inesistenza giuridica della notifica;
• in via principale la nullità dell’impugnato avviso di accertamento in quanto del tutto illegittimo e/o infondato e non dovuta somma alcuna a nessun titolo;
• in ogni caso non dovute, inapplicabili e/o errate nel loro ammontare le sanzioni irrogate.
Il tutto con vittoria di spese e compensi.

ISTANZA DI DISCUSSIONE IN PUBBLICA UDIENZA

Si chiede, altresì, ai sensi e per gli effetti dell’art. 33, comma 1, D. Lgs. 31 dicembre 1992 - n. 546, che il ricorso di cui trattasi venga discusso in pubblica udienza.
Il presente ricorso è redatto in duplice esemplare, l'originale in carta resa legale viene notificato mediante presentazione ai sensi dell’art. 20, alla Agenzia delle Entrate - Ufficio di Catania, e la copia che la parte dichiara conforme all'originale, a mente dell'art. 22, del D. Lgs. 31 dicembre 1992 - n. 546, verrà depositata entro il termine di trenta giorni presso la segreteria della Commissione Tributaria Provinciale di Catania.
Si fa riserva di produzione di memorie, all'esito del comportamento di controparte, e si allega il fascicolo di parte con la seguente documentazione in fotocopia:

1. Avviso di Rettifica, atto impugnato.
2. Giurisprudenza citata.
3. Stralcio del Registro delle fatture emesse I.V.A.
4. Ricevuta presentazione ricorso alla A. E. - Ufficio Locale di Catania.

Catania, addì

Firma del difensore

 

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